Una scrittura facile da leggere

Nicola Rabbi, Scrivere facile non è difficile, edizioni la meridiana, 2020, p. 101


La società contemporanea richiede delle capacità di lettura e comprensione dei testi superiore rispetto al passato. Ecco allora che numerose persone vuoi per motivi culturali e/o linguistici (stranieri, persone con bassi titoli di studio) vuoi per motivi che riguardano la difficoltà di apprendimento, non riescono a capire quello che leggono.

La scrittura Easy To Read (ETR), la scrittura cioè facile da leggere va incontro a questa categoria di persone. Lo fa usando delle parole più semplici, componendo delle frasi più corte e dando un ordine della narrazione che si basa sull’ordine cronologico e sul principio di causa ed effetto.

Scrivere facile non è difficile è un libro pubblicato dalle Edizioni la meridiana che tratta dell’efficacia della scrittura easy to read; non è un manuale di scrittura ma uno strumento per assicurare al maggior numero di persone, anche chi è svantaggiato (come stranieri, persone con disturbi dell’apprendimento…) il diritto alla cultura e all’informazione accessibile.

Non comprendere un testo, non riuscire a seguire una storia scritta, può essere un motivo di grande frustrazione per una persona.
Anche chi è abituato alla lettura, magari di testi complessi, può provare questa sensazione di impotenza che lo attanaglia, quando si trova in un paese dove si parla un’altra lingua, la cui scrittura non riusciamo a decifrare. Questa sensazione potrebbe durare solo il periodo breve di una vacanza ma per chi, per motivi molto differenti, ha difficoltà a leggere anche nella sua lingua madre, questo provoca una frustrazione che perdura.
La scrittura easy to read permette a queste persone di vivere meglio la loro vita, di partecipare a una comunità e, in fin dei conti, questa risultato è utile a tutti e non solo a pochi, perché dare questa opportunità significa arricchire la propria comunità, il capitale umano del paese in cui si vive.
Porre attenzione a come si scrive, a chi ci si rivolge, è un esercizio impegnativo che richiede preparazione e molta pratica. Scrivere “semplicemente” non significa banalizzare o un abbassare il livello culturale, ma proprio l’opposto, significa essere maggiormente consapevoli di quello che si scrive. Proprio in questi tempi di rapidissima scrittura digitale, la scrittura controllata non viene certo dalla pancia, non si appoggia sui luoghi comuni ed è anzi attenta alle fonti che usa.

Uno strumento utile a molti

Sono tante le persone che la potrebbero usare: i dipendenti pubblici che scrivono per i cittadini, gli insegnanti nelle scuole alle prese con ragazzi sempre più impegnativi, gli operatori culturali di ogni disciplina che vorrebbero avere un pubblico sempre maggiore e non rivolgersi a un élite, gli educatori nei centri per disabili o per anziani, i giornalisti. Una scrittura chiara e comprensibile è infine uno strumento da proporre anche nei progetti di cooperazione di sviluppo che si rivolgono alle persone con disabilità.
I testi fino ad oggi che si sono occupati di scrittura easy to read hanno il limite di circoscrivere la scrittura controllata solo in ambito scolastico per ragazzi con degli svantaggi nell’apprendimento, oppure farne un discorso che riguarda solo la disabilità, in particolare le persone con deficit cognitivo. Ma l’utilità della scrittura ETR è molto più ampia e si rivolge a più persone, dato che non esiste una sola forma di scrittura esplicitata ma ne esistono molte a seconda del pubblico a cui ci si rivolge.

I libri di accaParlante

Il libro recensito è il terzo volume di una nuova collana editoriale, “i libri di accaParlante”, nata dalla collaborazione tra il Centro Documentazione Handicap di Bologna e le Edizioni la meridiana.
Filo conduttore della collana è il tema dell’accessibilità, declinato nei suoi molteplici aspetti: accessibilità non solo fisica, ma anche alla comunicazione, alla conoscenza, alla cultura, alla relazione con la diversità.

“Che poi significa – dichiara Elvira Zaccagnino, direttrice di Edizioni la meridiana – fare in modo che tutti, secondo le proprie possibilità, abbiano gli stessi diritti ed esercitino i loro doveri di cittadinanza che ogni comunità democratica deve garantire ai suoi cittadini”.
“A Capo Nord bisogna andare due volte“ è il volume che ha aperto la collana con una storia di un viaggio accessibile, tra limiti e risorse. L’autrice, Valeria Alpi, giornalista, a Capo Nord è stata due volte, in auto da Bologna, da sola, con la sua disabilità. Il racconto del viaggio è solo il pretesto per riflettere su come si possa preparare un viaggio accessibile alle proprie esigenze e in un contesto di fiducia.

“A scuola è il respiro del mondo“ è invece il secondo volume, dove l’autrice, Giovanna Di Pasquale, pedagogista, racconta come poter costruire una lezione accessibile per valorizzare tutti gli allievi. Il nostro modo di pensare la scuola è il nostro modo di pensare il mondo. La funzione che attribuiamo alla scuola e ai servizi educativi è una cartina di tornasole che evidenzia qual è la nostra idea del rapporto fra gli adulti e i più giovani.

(articolo pubblicato sulla rivista “Amici di Follereau” marzo – aprile 2020)

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