Cartoline da Samsun/ Ascoltando i salmi in farsi

cris 1L’unica chiesa cattolica (addirittura italiana) a Samsun si chiama “Mater Dolorosa”, è stata costruita nel 1846 – uno dei pochi edifici “antichi” – ed è situata in pieno centro. La chiesa si nota abbastanza, anche in mezzo a quel quartiere caotico e affollato. Girandole attorno non si trova un modo per entrare: chiediamo informazioni ad un anziano turco che sosta, assieme ad altri, seduto ad un tavolino a ridosso del cancello di cinta; lui alza uno sguardo gentile dal bicchierino di çay (il tipico te turco dal sapore forte) e dice: “Kapali!”, chiusa, chiusa da 5 anni; nel cortiletto di fronte alla chiesa una sedia di plastica giace capovolta.

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Il giorno dopo andiamo nella zona ovest di Samsun, a poca distanza dal mare, perché Google Maps ci dice che quello è l’unico punto cristiano attivo in città. Dal sito in turco non è possibile rendersi conto che tipo di gruppo protestante sia, se radicale e moderato ma ci andiamo lo stesso per conoscere quella realtà. “Kilisesi Agape” è una chiesa che raggruppa cristiani protestanti e ortodossi, persone per lo più non turche che sono in città per studio, per lavoro o perché sono profughi.

Ci accoglie Michael, un pastore del Tennesee che da 4 anni abita qua con la moglie e tre bambini. La funzione religiosa viene celebrata in una stanzetta a forma di L e, per un italiano cattolico, la diversità fisica del luogo rispetto ad una chiesa, è comunque minore del modo in cui si svolge la funzione. Preghiere dei fedeli in turco, salmi e canti in turco ma tradotti anche in inglese e in farsi, poi la predica di Michael in turco. Alla fine dell’incontro ci si scambia il segno della pace e Caty, una ragazza americana si avvicina a mia figlia invitandola agli incontri mensili dei giovani universitari cristiani dell’Omü (Ondokuz Mayıs University). Suo marito è l’allenatore della squadra locale di football americano e fa parte delllo sparuto gruppo di persone non turche né musulmane che abita in questa città di 600 mila abitanti.

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Leggendo su internet ho trovato che il pastore turco responsabile della “kilisesi”, chiesa in turco, Orhan Pikaclar, era stato accusato nel 2013 di sfruttamento della prostituzione da parte di una giovane iraniana, accuse da cui è stato poi prosciolto. La comunità però, un centinaio di persone in tutto, è spesso minacciata e il pastore, almeno fino a un anno e mezzo fa, era protetto dalla polizia.
Una sera ho parlato con Engin, la persona che mi ha affittato la casa dove abito, sapevo che di lavoro faceva l’avvocato,ma non che era stato proprio lui a difendere con successo Orhan Pikaclar.

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