Gaza-Italia: giovani donne disabili portatrici di coraggio

11041593_910268858997058_3486299396857202953_nDovevano essere di più, ma qualcuna non è potuta partire, come Evan la bella palestinese non udente che per venire in Italia da Gaza aveva bisogno di un interprete della lingua dei segni: quello che lavorava con lei per motivi di salute non era potuto partire e il suo sostituto non ha avuto il permesso delle autorità israeliane di lasciare la striscia. Così Evan se ne è rimasta a casa.
All’incontro che si è svolto ieri sera si sono presentate Sawsan, la ragazza affetta da nanismo che nel video produce borsette artigianali, Khollod, una ragazza ipovedente e Wallaa giornalista e coordinatrice del Social Development Forum a Gaza.
I giorni precedenti si erano incontrate con un alto esponente del Ministero degli esteri italiano e addirittura anche con il Papa. Ieri molto più semplicemente erano a San Pietro in Casale a raccontare la loro esperienza di donne con disabilità a Gaza.

Questo avvenimento rientrava nella serie di eventi finali del progetto Include e, per quanto riguarda l’aspetto di comunicazione, si trattava di un momento abbastanza comune, però a differenza di altri momenti informativi standard – come la classica pubblicazione/racconto finale sotto forma di libro o peggio ancora la pubblicazione pura  e semplice dei dati e dei risultati raggiunti – l’incontro diretto, con le persone rimane importante ed è significativo sia per il visitatore che per il visitato. 11034252_910268852330392_3464179351105064892_n
Quelle ragazze hanno mostrato il loro temperamento forte di donne disabili, in una società come quella palestinese ancora arretrata per quanto riguarda i pregiudizi e che è, per di più, una società che vive in una stato di guerra.
Ed è stato proprio parlando della loro esperienza della scorsa estate che è successo qualcosa; i sorrisi si sono spenti e un’emozione forte è passata da loro al pubblico. Racconta Khollod: “Dopo il bombardamento si era sollevata una gran polvere e quel poco che vedevo, non lo vedevo più… e poi c’erano tutti quesi sassi per terra e non sapevo dove mettere i piedi… non vedevo niente e non potevo sapere dove erano e come stavano i miei fratelli, i miei parenti…”.

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