War Witch e War Brothers: diversificare il racconto

Rebelle_(2012_film)Recentemente ho visto un film (War Witch) e ho letto un fumetto (War Brothers) che trattano lo stesso tema, quello dei bambini/ragazzi rapiti da ribelli armati che vengono costretti a combattere. Per rimarcare lo spartiacque che delimita la vecchia dalla nuova e orribile vita, i ribelli li costringono spesso a commettere degli omicidi nei confronti dei loro cari, diventando così degli emarginati all’interno della società anche quando riescono a tornare.
Le storie sono abbastanza simili perchè percorrono la tragica epopea di questi bambini soldato, finché un evento permetterà a qualcuno di loro di tornare a vivere una vita normale, dopo un tormentato periodo di reinserimento.
Nel film i protagonisti sono una ragazza (la strega di guerra appunto) e un ragazzo albino, nel fumetto un gruppo di amici, ma in tutte e due i casi sono i sentimenti forti che permettono la resistenza e la fuga; nel primo caso si tratta di un innamoramento, nel secondo di un senso di fratellanza.
Il film è stato prodotto nel Canada francofono ed è stato diretto da un regista ( Kim Nguyen) di origine vietnamita mentre il fumetto è stato disegnato da un fumettista (Daniel Lafrance) che si è basato sul romanzo per ragazzi scritto da Sharon E. 1362851638McKay (ambedue autori sempre provenienti dal Quebec).
Quindi si tratta di prodotti pensati e realizzati fuori dall’Africa anche se sono ambientati nella Repubblica Democratica del Congo (il film) in Uganda (il fumetto).

Pur con questo limite, le due opere sono fatte molto bene e sono per me anche la prova che per far conoscere certe situazioni o promuovere delle idee, occorre usare più strumenti culturali per andare incontro ad un pubblico che è sempre più variegato.
Questa capacità di usare strumenti diversi comporta però capacità professionali specifiche perché i risultati siano davvero buoni. Anche se è diffusa l’idea del giornalista/operatore culturale che grazie ad un portatile e allo smartphone riesce a scrivere resoconti, scattare foto e produrre video, difficilmente questi lavori saranno veramente buoni.
In termini di spesa e tempo però certi strumenti sono molto più semplici da fare: pensate alla complessità che comporta un lavoro video professionale (un regista, un operatore, un giornalista, un fonico…) e quel poco che occorre invece per scrivere un buon reportage o anche realizzare una graphic novel. A volte, nella propria strategia di comunicazione, è meglio puntare su prodotti semplici, soprattutto quando le risorse economiche non sono molte, oppure siamo destinati tutti a fare solo video?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...