Gavroche e i bambini di Korogocho

Leggete questo.
220px-Victor_hugo_gavroche_a_11_ans“Questo piccolo essere è allegro. Non mangia tutti i giorni…. Non ha camicia, non ha scarpe ai piedi, non ha un tetto sul capo; è come le mosche che non hanno nulla di tutto questo. Ha dai sette ai tredici anni, vive qua e là, in bande dorme all’aria aperta, porta un vecchio paio di calzoni di suo padre, un vecchio cappello di qualche altro padre, una sola bretella gialla; corre. osserva, perde tempo, fuma la pipa, bestemmia come un dannato, frequenta le bettole, conosce i ladri…”.

Potrebbe essere benissimo la descrizione di un bambino di Korogocho, invece siamo nella Parigi del 1832, l’anno dell’insurrezione repubblicana e Gavroche, un personaggio de I miserabili di Victor Hugo, è il bambino soldato che sfida i proiettili della guardia nazionale.
Ci sono delle grandi differenze però. Gavroche combatte di sua spontanea volontà, non viene usato dagli adulti e muore per la repubblica che a quei tempi significava uguaglianza, giustizia sociale, fine della fame. Per i bambini africani del Kenia, della Sierra Leone, della Repubblica Democratica del Congo è molto peggio. Poi per la fine di tutto questo, non possiamo nemmeno più basarci sull’esempio dello sviluppo europeo. Quella storia non si ripeterà di certo.

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