Nel mare ci sono i coccodrilli, (ma) non dirmi che hai paura

catozzellaGioco con i titoli di questi due romanzi/reportage (rispettivamente scritti da Fabio Geda e da Giuseppe Catozzella) perché sono simili nel soggetto, il racconto della storia di un migrante che cerca di arrivare in Italia. Nel primo caso, l’avventura dell’afgano Eaiatollah si conclude bene, riesce ad arrivare e trova una sua integrazione, nel secondo, la somala Samia morirà affogata nel mar Meditteraneo. Ambedue i romanzi trattano di storie vere e sono raccontati con la stessa tecnica narrativa, ovvero il protagonista narra in prima persona.
Parlo di questi romanzi perché sono esempi di come raccontare la storia di una persona svantaggiata e di come creare atmosfere di paesi lontani dal nostro con culture non paragonabili. Sia Geda che Catozzella per scriverlo hanno dedicato parecchio tempo a documentarsi per riuscire ad avere tutti i dettagli e nel caso della storia di Samia, il lavoro deve essere stato ancora più difficile perché la ragazza era morta e la ricerca delle fonti ha portato lo scrittore in giro per il mondo.
Le due opere sono utilissime soprattutto a chi normalmente non si occupa di paesi in via di sviluppo, di migrazioni; sono un’importante esperienza per chi non  si rende conto degli squilibri economici che affliggono l’umanità e nemmeno del degrado a cui gedacentinaia di milioni di persone sono sottoposte. Spesso le persone in Italia non si rendono conto del perché decine di migliaia di persone sono disposte a rischiare la propria vita in viaggi rischiosi. Quindi ben vengano questi libri, utili a sensibilizzare un’opinione pubblica più generalista, fuori dalla nicchia.
Dei due romanzi/reportage ho preferito quello di Geda che ho letto in un solo pomeriggio di vacanza estiva, mentre quello di Catozzella devo confessare che fino alla fine non ci sono arrivato. Forse la cosa che mi ha meno convinto del libro è il far parlare in prima persona una ragazza (mentre l’autore è un uomo occidentale) e il voler creare atmosfere che nessuna testimonianza può avere dato all’autore. Il primo libro è più essenziale, secco, il secondo indugia troppo e forse lo fa in un modo non del tutto corretto, rischia di diventare troppo letterario e quindi meno vero.

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One thought on “Nel mare ci sono i coccodrilli, (ma) non dirmi che hai paura

  1. buon articolo. Anche io ho pensato, mentre leggevo il libro di Catozzella, che l’immedesimarsi in lei fosse un po’ pretenzioso poichè ha delineato Samia e tutti noi abbiamo un idea di quale sia stato il suo carattere ma in realtà potrebbe essere un immagine fuorviante. Però resta sempre molto apprezzabile l’impegno dello scrittore nel ricercare testimonianze per descrivere e sensibilizzare. Anche la scrittura, concisa e chiara, mi è piaciuta.

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