Brasile: la vita dopo la lebbra sul nuovo numero di aprile della rivista di Aifo

Nei dintorni dell’ospedale di Santa Marta a Goiania, la capitale dello stato di Goias, vivono in un villaggio costruito proprio per questo, ex pazienti malati di lebbra. Molti di loro hanno storie interessanti da raccontare come quella di Iva.

Iva: Sogno di viaggiare su un aereo, con Aifo
di Iva Correia De Sousa

Deolinda, la coordinatrice di Aifo, di me dice che sono una vittoriosa contro le avversità; non so se sia vero, però la mia vita è stata molto complicata e ho passato dei momenti dolorosi, ma sono ancora qua e ho un marito, una casa, addirittura sono diventata bisnonna; se tutto queste cose sono dei buoni risultati, allora forse posso anche chiamarmi vittoriosa.

Adesso ho 75 anni e mi sono ammalata molto tempo fa, nel 1963. La vita dei malati di lebbra allora era veramente tragica e quando mi hanno detto che lo ero, mi hanno separata dai figli; ne avevo quattro e il più grande di loro aveva solo quattro anni.
Provate a mettermi nei miei panni, all’improvviso mi hanno detto che avevo la lebbra e poi mi hanno portato via i figli, anche mio marito mi ha lasciata ed è stato per queste cose capitate in una sola volta che sono diventata pazza. Non ricordo bene quel periodo, so solo quello che mi hanno raccontato le suore.

La malattia mi aveva attaccata i nervi, avevo dei dolori fortissimi al corpo e non c’erano le medicine per curarmi. Piangevo per il male e piangevo per i figli che non avevo più.

Per fortuna questa situazione è durata poco; dopo quattro anni di internamento in ospedale sono stata ricoverata nei padiglioni, dove sono rimasta per 10 anni. Questo posto è vicino all’ospedale e lì si ritrovano tutti gli ex pazienti per ricominciare una nuova vita. Qui le cose sono andate meglio; anche se i miei figli non potevo vederli se non attraverso delle barriere, per lo meno mi erano vicini. All’inizio non sapevo come passare il tempo, poi ho imparato a fare qualcosa in comunità dove lavoravo come cameriera per l’ospedale, successivamente sono passata a fare un’attività di sartoria. Ho conosciuto anche un paziente di cui mi sono innamorata e dopo un po’ di tempo ci siamo sposati e siamo andati ad abitare assieme in un casetta che il governo dà in affitto agli ex pazienti dell’ospedale, è una bella casetta.

L’Aifo la conosco per “Casa Viva”, uno spazio dove le persone che hanno avuto una storia simile alla mia si ritrovano per imparare qualche mestiere o semplicemente per fare attività artistiche. A dire il vero, io non sono molto brava a dipingere, me la cavo meglio nel costruire i fiori e a fare altri oggetti artigianali con la carta che poi vado a vendere nei mercati.
Mi piace molto girare per i mercati, sarà perché sono stata così a lungo negli stessi posti, fatto sta che vorrei sempre essere in movimento, incontrare gente, spostarmi. Se devo dirla proprio tutta ho un sogno, vorrei volare con un aereo e chissà che questo non capiti prima o poi grazie all’Aifo!

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...