La canzone di Ebe

Fare comunicazione per la propria ong significa raccontare in modo interessante e onesto quello che fa, se poi l’ong in questione è l’Aifo che ha una larga base associativa, oltre a riferirsi ai dei donors privati o istituzionali, bisogna innanzitutto rivolgersi a dei soci. Le complicazioni però aumentano se il piano di comunicazione non prende in considerazione solo la propria organizzazione ma anche le sue ramificazioni che stanno nascendo in varie parti del mondo.

E’ quello che sta capitando ad Aifo che in alcuni paesi come l’India, il Brasile e la Mongolia, si sta radicando in forma nuova e gestita in un modo sempre più professionale da persone locali. Le carte in tavola allora cambiano di molto, perché questo implica una comunicazione che deve comprendere tutti. Le idee che si possono avere per l’Italia non possono sempre essere idonee anche per paesi con cultura e situazione sociale completamente diversa. Gli stessi strumenti di comunicazione possono variare a seconda del contesto.

Nonostante queste differenze, queste difficoltà, non si può rinunciare ad una comunicazione che comprenda tutti e quindi anche l’attenzione ad un confronto diretto che non riguarda solo la progettazione o la raccolta di fondi ma anche la comunicazione stessa, di quello che si è e di quello che si fa. In questa ricerca la tecnologia digitale è di grande aiuto dato che strumenti di condivisione di documenti, chat in tempo reale, conferenze video multiple e ambienti di progettazione condivisa permettono un confronto diretto che supera gli spazi.
Recentemente, durante un incontro dei vari coordinatori Aifo provenienti da varie parti del mondo e che si è tenuto a Bologna, si è parlato anche di questo.
Ed è stata durante una sessione pomeridiana che la varietà culturale e di sensibilità espressiva si è manifestata improvvisamente quando Tuki, la coordinatrice della Mongolia, ha detto al gruppo che il suo collega Ebe voleva cantare una canzone tradizionale del suo paese per tutti i presenti. Ebe si è alzato tranquillo e ha incominciato ad intonare una canzone che parlava della meravigliosa natura della regione dove è nato, lo Zavhan. Il testo conteneva anche una nota triste, in quanto chi lo ha scritto ne era oramai lontano.
Ho alzato il mio cellulare e, invece di scattare una foto, questa volta ho registrato il tutto. Ed ecco Ebe che canta in piena riunione:

Tuki e Ebe

Tuki and Ebe

 

 

 

 

 

 

Mongolian traditional song sung by Ebe during Aifo’s international board

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