“Come se mangiassi pietre”: raccontare un dopoguerra

“Al conflitto in Bosnia furono dedicati migliaia di servizi speciali, mostre, libri… E quando finì… i giornalisti misero le telecamere in valigia e partirono in gran fretta per altre guerre”.  Questa frase la troviamo alla fine del capitolo di apertura del libro di Wojciech Tochman intitolato “Come se mangiassi pietre“. Raccontare situazioni di disagio in paesi diversi dal proprio presenta molte difficoltà e porta ai medesimi errori. Per quanto riguarda quest’ultimi troviamo la superficialità, lo schizzogiornalismo, bosnia, guerra paesaggistico che si ferma sulle tinte più forti, l’attenzione che si fissa per un po’ e poi se ne va via. E’ quello che fanno  molti giornalisti inviati dai quotidiani nei paesi in emergenza per via della guerra, della fame, della siccità… Una cronaca immediata che serve a coprire quella notizia, in quel momento importante. Quando i valori notizia cominciano ad esaurirsi allora i giornalisti preparano le valige: è il loro lavoro del resto. Non è così per tutti. Torchmann ritorna in Bosnia alla fine degli anni ’90 e si prende il tempo di raccogliere delle testimonianze per descrivere il dopoguerra. Nel libro, durissimo nelle descrizioni, le testimonianze non sono poi molte ma sono molto complete. Adotta anche una tecnica particolare di montaggio nella scrittura anticipando temi, poi perdendoli, ritrovandoli molto dopo. Il cerchio alla fine però si chiude.

Per chi all’interno delle ong voglia raccontare quello che fa, questi giornalisti sono degli esempi preziosi in termini di raccolta delle testimonianze, tecnica di scrittura, equilibrio nei toni. Nello stesso gruppo di Tochman troviamo anche Anna Politkovskaya, Svetlana Alexievich (che strano quanti slavi).
Il problema non è tanto raccontare un’emergenza ma continuare a seguire quello che succede dopo. Questo vale anche per il lavoro di una ong. Ritornando all’esempio di Operation smile Italia, l’aver fatto un’operazione che ha messo a posto il labbro leporino di un bambino è solo un momento di un processo, dopo ve ne sono altri. Cosa succede a quel bambino? Come avverrà la sua integrazione a scuola? Tutti problemi che i chirurghi non possono più seguire.

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