100 mila visualizzazioni per cambiare il mondo, ma se fossero più utili solo 100?

Oggi mi è successa una spiacevole avventura durante il lavoro, forse chiamarla avventura è un po’ romantico, ma spiacevole lo è stata sicuramente. Non farò riferimenti precisi perché si tratta di una situazione che, a chi fa il mio lavoro può capitare, quindi proverò a idealizzarla e anche un po’ a falsificarla.

Il mio gruppo di comunicazione doveva promuovere un concorso video che aveva come fine ultimo quello di sensibilizzare i giovani verso i temi della solidarietà internazionale. Tutto il lavoro era stato svolto e piuttosto bene visti i tempi limitati e il periodo dell’anno prescelto decisamente poco felice. Eppure nel momento del confronto finale è venuto fuori che erano scontenti dei risultati. Non tanto del numero dei video partecipanti al concorso, molti di più dell’anno prima, ma dal numero delle visualizzazioni dei singoli video.

L’anno prima si erano rivolti a influencer noti su youtube che di solidarietà non ne sapevano assolutamente nulla ma che potevano dare una garanzia: se si fossero ripresi nell’atto di mollare un peto avrebbero avuto almeno 1500 visualizzazioni. Il risultato in termini di visualizzazioni e di peti c’è stato. Meno nel numero di persone che sono state spinte a produrre un video (cosa non banale) che riguardasse la solidarietà internazionale e a metterlo in rete.

Beh forse è il solito problema della quantità e della qualità, di quale sia il giusto equilibrio tra le due.
La rete poi su questo tema è piuttosto ambigua, sfuggente. Da un lato giudica e viene giudicata passando solo per i grandi numeri (di utenti, di visualizzazioni, di mi piace…) dall’altro ha un credo (un dogma insomma come ogni brava religione e non è certo l’unico), crede cioè che alla fine sono proprio i grandi numeri che portano alla selezione, all’individuazione dell’informazione migliore, del prodotto migliore.

Anche se tra un po’ celebro i miei 20 anni di presenza su internet, francamente non mi sono fatto ancora un’idea precisa su questo, forse solo delle domande: siamo sicuri che un video che ha avuto 100 mila preferenze sia migliore di un altro che ne ha avute solo 100? E soprattutto ci saranno più persone tra quei 100 o tra quei 100 mila che decideranno di agire dopo quello che hanno visto, di cambiare qualcosa nella loro vita?

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2 thoughts on “100 mila visualizzazioni per cambiare il mondo, ma se fossero più utili solo 100?

  1. Decisamente il numero di visualizzazioni non conta, ciò che conta è la misurazione del cambiamento avvenuto nelle persone che hanno ricevuto la comunicazione. La domanda da porsi è la seguente: come ha reagito la ricetrasmittente più avanzata dell’Universo alla visione? Direi che misurare tale reazione o l’impatto della visione è più difficile che porsi domande sul numero dei fruitori del video. Per trovare gli indicatori giusti ci si può rivolgere agli Obiettivi del Millennio. Oppure mettere un chip nel lobo frontale delle persone. Insomma, cento o mille non conta, quello che conta è continuare a produrre una buona comunicazione. Ossia agire. Poi si vedrà (o non si vedrà).

  2. Molto spesso il numero è “moda” o business, per essere un buon video non conta il successo o la cattiva/buona influenza che “contagia” le persone, ma quello che si vuole trasmettere; che convinca te stesso (il fautore del video) e successivamente gli altri.
    Penso che una grossa soddisfazione sia proprio quella di poter portare avanti degli obbiettivi e essere appagati del proprio lavoro. A quel punto ci si completa! Sono fiero del tuo lavoro!

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