Bayaraa che disegna sul feltro

Ritorno a parlare dei disabili in Mongolia. Il progetto promosso da Aifo prevedeva la raccolta di storie di persone disabili (ma anche famigliari e tecnici socio-sanitari) che attraverso la pratica della riabilitazione su base comunitaria fossero un esempio positivo di empowerment della persona svantaggiata.

Appena atterrati nell’aeroporto di Ulaanbaatar siamo stati portati attraverso le caotiche periferie della città nel gher discrict. Le tradizionali tende mongole (gher) circondano la capitale come un immenso anello e in una di queste abbiamo incontrato Bayaraa, una persona di circa 50 anni diventata disabile dopo un incidente sul lavoro. Sorridente e comunicativo ha raccontato una storia densa di particolari e di emozioni offrendoci il tradizionale latte e the’ con il sale (una bevanda molto buona che solo da lui abbiamo trovata così imbevibile). Siamo ritornati a trovarlo a fine viaggio, dopo circa 15 giorni. Volevamo conoscere anche la moglie e i figli e in più ci occorrevano delle immagini di copertura dell’intervista che al primo incontro non avevamo potuto raccogliere. Siamo rimasti per il pranzo in quella piccola tenda immersa nella grande città, l’atmosfera era tranquilla e famigliare. Mentre Bayaraa lavorava la superficie del feltro seguendo con il suo bruciatore le linee del disegno, Salvo raccoglieva le immagini. 30 minuti di intervista e un 1 e mezza di immagini.

Il risultato buono alla fine c’è stato, eccolo:

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